Corso di violino
Prezzo ndCluster Music S.r.l.
Dal 28 ottobre 2026
Un’ambientazione durante la quarta Crociata, un atto completamente nuovo e un cambiamento di stato sociale dei personaggi: Aroldo non è semplicemente il rifacimento di Stiffelio, ma è un’opera decisamente diversa anche a dispetto della non poca musica che Verdi ha riversato dall’opera da cui deriva.

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Un’ambientazione durante la quarta Crociata, un atto completamente nuovo e un cambiamento di stato sociale dei personaggi: Aroldo non è semplicemente il rifacimento di Stiffelio, ma è un’opera decisamente diversa anche a dispetto della non poca musica che Verdi ha riversato dall’opera da cui deriva. Del resto, nonostante a causa delle torture e delle trasfigurazioni a cui era stata sottoposto dalle censure di tutta Italia Verdi avesse deciso di ritirarne lo spartito decretando la fine dei noli ai teatri per le sue rappresentazioni, era un peccato secondo lui rinunciare alla musica di Stiffelio, che teneva in gran conto: superati gli impegni per Le trouvère e Simon Boccanegra, Verdi si dedicò allora a rimaneggiare Stiffelio, trovando il fido Francesco Maria Piave disposto a trovare una soluzione per preparare un libretto che ricalcasse il più possibile la vicenda di Stiffelio senza rischiare il collo con la censura. Riprendendo il romanzo Harold, the Last of the Saxon Kings di un autore a lui caro, Edward Bulwer-Lytton, Piave lavorò di intarsio al meglio possibile: ma la perdita del protagonista pastore protestante (Aroldo è un laico), la vanificazione del suo dissidio interiore e l’improbabile concessione di un divorzio in età medievale ne fiaccano decisamente la credibilità e lo riportano nella dimensione dei melodrammi d’altri tempi. In compenso la mano verdiana che sistema la partitura è molto più matura di quella di sette anni prima e, fra sviluppi, cambiamenti e aggiunte, fa di Aroldo un passaggio fra i più densi e raffinati del Verdi di mezzo. Specialmente il romanzesco atto finale, a cui è demandato il compito di sostituire quello stiffeliano con la citazione del Vangelo, si nutre di orchestrazioni raffinate, di una musica della tempesta che parve fin allora memorabile, di una scena del perdono che supera di gran lunga molte dei concertati scritti fino ad allora. Comunque non servì a molto: dopo il debutto il 16 agosto 1857 a Rimini la sua sopravvivenza nei teatri è stata breve, ed è riapparsa solo nel 1953, e in seguito rarissime volte, diventando così senz’altro la più misconosciuta fra le opere di Verdi. Giuseppe Martini
Il corso «Aroldo» costa 10 €.